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Gramigna: proprietà, benefici e possibili controindicazioni

La gramigna è un rimedio diuretico e depurativo usato soprattutto per combattere cistite e ritenzione idrica. Ecco come usarla.
La gramigna è una pianta della famiglia delle graminacee nota per la sua azione antisettica e antinfiammatoria utile per reni, contro la cistite e la cellulite.

Cos’è la gramigna

La gramigna è una pianta infestante che appartiene alla famiglia delle Poaceae note anche come Graminaceae.

Le graminacee sono piante diffuse in tutto il mondo e rivestono un ruolo molto importante sia per l’alimentazione umana sia per quella animale, poiché vengono impiegate per la produzione di foraggio oltre che per ottenere cereali, zucchero, amido.

Il nome botanico della gramigna è Elytrigia repens, ma sui testi la si può trovare anche con il sinonimo Agropyron repens. Nel linguaggio comune la si chiama spesso erba gramigna o grano selvatico. 

In erboristeria e fitoterapia della gramigna si utilizza il rizoma privato delle radici, per le sue proprietà benefiche.

Proprietà della gramigna

Il rizoma della gramigna contiene fruttani, mucilaggini, polioli, sali minerali e piccole quantità di olio essenziale.

Viene utilizzato soprattutto sotto forma di tisana sia internamente sia esternamente per le sue proprietà:

  • Diuretiche;
  • emollienti;
  • lenitive;
  • antimicrobiche;
  • depurative.

Con le stesse indicazioni si utilizza anche il rizoma di Cynodon dactylon, altra specie infestante della famiglia delle Poaceae.

Benefici della gramigna

La gramigna apporta benefici soprattutto in caso di infiammazioni a carico delle vie urinarie, ad esempio nel trattamento di cistite e coliche renali e per prevenire la formazione di calcoli (litiasi).

Gramigna: proprietà, usi terapeutici e possibili controindicazioni

Il rizoma della gramigna è utile anche per combattere:

  • Flogosi genitali; 
  • gastrointestinali

per alleviare i reumatismi, favorire la diuresi e ridurre la pressione.

Grazie alle proprietà diuretiche, la gramigna è impiegata poi per contrastare cellulite e ritenzione idrica e per favorire il dimagrimento.

Tradizionalmente la gramigna viene usata anche nelle cure depurative, per trattare problematiche a carico di fegato e cute e per lenire la tosse secca.

Esternamente, la tisana di gramigna può essere utile per alleviare il dolore dato dalle emorroidi e per combattere le infiammazioni di pelle e mucose.

Modalità d’uso

Il decotto di gramigna si prepara con un cucchiaino di rizoma essiccato in acqua fredda; l’acqua viene poi portata a bollore e lasciata bollire per circa dieci minuti. Il decotto si usa esternamente su pelle e mucose o internamente consumandone diverse tazze al giorno.

Internamente si può assumere anche l’infuso di gramigna, da preparare con circa 5 g di droga essiccata per ogni tazza di acqua.

La tintura madre di gramigna si somministra da una a tre volte al giorno diluendone 30-40 gocce in poca acqua.

La gramigna può essere utilizzata da sola o in sinergia con altre piante medicinali da associare in base al disturbo da trattare.
 

Controindicazioni della gramigna

La gramigna è un rimedio sicuro, da evitare però in caso di sensibilità verso la pianta e da non assumere contemporaneamente a terapie diuretiche.

L’uso della gramigna è inoltre sconsigliato in caso di edema provocato da insufficienza cardiaca e renale.

Come riconoscere la gramigna

La gramigna può essere riconosciuta osservando le foglie verde brillante, lineari, sottili e piatte oppure grazie alla presenza di fiori: spighette verdi che si sviluppano tra il mese di giugno e settembre. Il rizoma, biancastro, si sviluppa con portamento strisciante.

Come eliminare la gramigna

La gramigna selvatica è una pianta infestante difficile da eliminare. Generalmente per liberarsi della gramigna si utilizzano erbicidi che, sebbene siano efficaci, inquinano il terreno e sono potenzialmente pericolosi per l’ambiente.

Inoltre, gli erbicidi non sono selettivi, dunque non eliminano solo la gramigna ma ogni tipo di erbaccia presente nel giardino o nell’orto; questo rappresenta un ulteriore problema, perché il suolo ha bisogno di vegetazione e di biodiversità.

Un metodo più sostenibile per eliminare la gramigna è quello di rimuoverla manualmente estirpando le radici. Purtroppo si tratta di una tecnica faticosa, che richiede tempo e che non garantisce la risoluzione del problema.

Se la gramigna infestante si è appropriata del giardino, anziché eliminarla la si può trattare come prato, tagliandola regolarmente. La gramigna richiede infatti poche cure e, soprattutto dove le temperature sono alte, consente di tappezzare il giardino in modo fitto con poco impegno.

Esiste anche una varietà della pianta a foglia molto fine, la gramigna nana, che viene commercializzata proprio per realizzare tappeti erbosi rustici, che richiedono poche cure.

Descrizione della pianta

La pianta della gramigna presenta lunghi rizomi che emettono fusti sottili, eretti e ruvidi, alti fino a ottanta centimetri.

Le foglie sono molto strette e ricoperte di peli sulla pagina superiore. I fiori della gramigna si sviluppano durante l’estate: sono verdi, raccolti in spighe e danno luogo a frutti tipici della famiglia, cioè cariossidi.

Habitat della gramigna

La gramigna è un’infestante molto comune e diffusa in Europa, Asia, Africa, Nord America.

Predilige i terreni argillosi e umidi e la si può trovare facilmente nei prati incolti, ai margini di strade e corsi d’acqua.

Cenni storici

In antichità era chiamata “grano selvatico” (Agropyrum), perché vagamente somigliante alle spighe del grano.

Le proprietà della gramigna erano note sin dalla antichità. Dioscoride la consigliava nelle difficoltà di minzionePlinio nei calcoli urinari e come potente diuretico.

Autore dell'articolo

Medico italiano che ha lavorato all'Ospedale Internazionale Salvator Mundi di Roma. Ha conseguito il dottorato in medicina presso l'Università di Roma e ha poi lavorato per molti anni presso l'ospedale. Oggi insegna ai giovani specializzandi dell'Università di Roma, condividendo il suo bagaglio di esperienza in campo medico. Gaetano Lazzari è anche autore di numerosi articoli di medicina, alcuni scritti da lui stesso e altri dai suoi studenti post-laurea.

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